Una serata a Videocittà: talk, installazioni e visioni digitali nel cuore del Gazometro

Reportage di una serata a "Videocittà 2025" al Gazometro Ostiense di Roma. Talk, realtà virtuale, videoarte e installazioni tra arte contemporanea e visioni digitali.

Siamo stati a Videocittà 2025, all’interno del Complesso del Gazometro Ostiense, per vivere una serata immersiva tra arte, tecnologia e visioni digitali. Il festival, giunto all’ottava edizione, è diventato un punto di riferimento per chi si occupa o si interessa di cultura audiovisiva contemporanea.

Talk e parole chiave

Abbiamo iniziato il nostro percorso partecipando agli incontri della rassegna “Il Migliore Internet di Sempre”, moderati da Nicolas Ballario, voce nota di Sky Arte.

Il primo intervento è stato quello di Enrica Masi, artista italiana che vive e lavora ad Amsterdam. Ha raccontato il suo percorso tra pittura e videoarte, spiegando come abbia trovato nella rete – e in particolare nei social – uno strumento di condivisione autentica, che ha dato visibilità al suo lavoro in modo diretto e indipendente.

A seguire, Caterina Guzzanti e Luca Ravenna hanno condiviso un talk dal tono personale e riflessivo, ripercorrendo le tappe delle rispettive carriere. Hanno parlato del loro rapporto con Roma, dei primi passi nel mondo dello spettacolo, dei cambiamenti del linguaggio comico negli anni. Un incontro sincero, in cui si è discusso anche di come l’umorismo si stia trasformando in risposta alle nuove forme di comunicazione.

La videoarte al tramonto

Dopo il tramonto, ci siamo spostati sulla Terrazza G3 per la sezione curata da Damiana Leoni e Rä di Martino, dedicata alla videoarte. Tra le proposte in programma, abbiamo assistito al lavoro di Lawrence Lek, artista londinese noto per le sue ambientazioni futuristiche e il suo approccio tra fantascienza e intelligenza artificiale. Un’opera intensa, che fonde paesaggi digitali e riflessione esistenziale, tra sound design e narrazione immersiva.

Gaming, VR e percorsi immersivi

Poco più avanti, ci siamo messi comodi per provare uno dei contenuti in realtà virtuale proposti all’interno della sezione curata da Anna Lea Antolini. Con un visore VR abbiamo sperimentato Ayahuasca – Kosmic Journey, un’esperienza sensoriale che porta lo spettatore in un viaggio ispirato ai rituali della tribù Shipibo, con ambienti ipnotici e colori vividi. Il coinvolgimento è forte, non solo per l’estetica, ma per la capacità di creare una vera immersione mentale.

Non meno suggestiva è stata l’esperienza con IMPERSIVE, che propone contenuti VR a metà tra documentario e spettacolo immersivo. Abbiamo scelto Ocean Luna Rossa, un viaggio virtuale a bordo dell’imbarcazione italiana, tra spruzzi, onde e accelerazioni che ti portano direttamente dentro la scena. Un’esperienza ad alto impatto visivo e sonoro, costruita con taglio cinematografico e ritmo da action movie.

Dentro le installazioni

Tra le installazioni visitate, una delle più coinvolgenti è stata Humanae, firmata dallo studio Machinezero. Situata all’interno del Gazometro G3, l’opera mescola luce, suono e movimento, coinvolgendo lo spettatore in un ambiente reattivo, quasi vivo. L’effetto è quello di trovarsi dentro un sistema che si trasforma con la sola presenza umana, senza interazioni dirette, ma con un’energia collettiva che riempie lo spazio.

Ci siamo poi spostati verso i silos, dove prende forma Sublim_Azione, l’intervento realizzato dagli studenti del Master in Lighting Design de La Sapienza. Il protagonista qui è il fuoco, riletto in chiave luminosa e installativa: tra fumi, luci e vibrazioni sonore, l’ambiente si anima e diventa un luogo di sospensione tra memoria industriale e racconto contemporaneo.

Musica e visual live tra club e sperimentazione

Nel corso della serata abbiamo assistito anche ad alcuni dei live audiovisivi in programma. In apertura, okgiorgio ha portato sul palco uno show energico e originale, in cui elettronica pop e visual colorati trasformano l’ordinario in spettacolo. A seguire, il set di Max Cooper, che ha presentato in anteprima il suo nuovo album On Being: un lavoro che unisce musica elettronica e ricerca visiva in modo preciso e immersivo.

Abbiamo visto anche l’atteso dj-set di Victoria De Angelis, bassista dei Maneskin, accompagnato da uno show visivo realizzato da Nic Paranoia. Una performance costruita sull’idea di connessione tra groove e immagini, con un’estetica potente e dinamica. Chiudeva il blocco live l’artista Luzai, che ha portato in anteprima il suo nuovo AV live: un set sperimentale e denso, che mescola elettronica, voce e immagini in una forma personale e intensa.

Solar, il finale sotto le stelle

La nostra serata si è conclusa con l’esperienza simbolo del festival: Solar, l’opera monumentale di Quayola all’interno del Gazometro G4. Qui ci siamo sdraiati su dei lettini solari, con lo sguardo puntato in alto, dentro la struttura illuminata da cicli di luce e buio che simulano l’alternarsi di albe e tramonti digitali. Il Gazometro, in questa forma, non è solo un’architettura: diventa paesaggio visivo, luogo collettivo, spazio trasformato.

Intorno a noi, tantissime persone. Una folla attenta, silenziosa, immersa nella visione. Una chiusura potente per una serata che è stata un vero attraversamento culturale.

Videocittà è un festival che dimostra quanto l’arte digitale possa essere accessibile, coinvolgente, popolare senza rinunciare alla qualità. In una città come Roma, che ha bisogno di nuovi spazi per l’arte contemporanea e di esperienze che uniscano linguaggi diversi, eventi come questo sono fondamentali.

Un lavoro corale, reso possibile grazie a un team organizzativo guidato da Francesco Rutelli (presidente), Francesco Dobrovich (direzione creativa) e una squadra affiatata di curatori, tecnici, progettisti e partner pubblici e privati, tra cui Eni, Roma Capitale, Regione Lazio, Rai, W Rome, Lexus, Enjoy, Lime e molti altri.

ULTIME NEWS

POTREBBERO INTERESSARTI