Vent’anni di carriera, un nuovo album in italiano e un tour che attraverserà l’Italia da nord a sud per tutta la stagione. Mario Biondi torna dal vivo con un progetto ambizioso e personale, costruito per celebrare un anniversario che ha segnato la storia della musica italiana nel mondo. Il punto di partenza è il 2006: l’anno in cui il singolo “This Is What You Are”, contenuto nell’album d’esordio “Handful of Soul”, trasformò un cantante catanese in una voce riconosciuta in oltre 50 Paesi.
Un anniversario lungo un anno intero
Il Mario Biondi Tour 2025 prende il via il 3 maggio con una data zero al Teatro San Domenico di Crema, per poi toccare i principali teatri italiani fino al 1° dicembre al Teatro Comunale di Sassari. Non si tratta di un semplice tour di repertorio: gli arrangiamenti sono stati appositamente rielaborati per mettere in risalto la purezza di una voce che nel tempo è diventata un marchio riconoscibile in tutto il mondo. Sul palco, accanto a Biondi, una formazione d’eccezione guidata dal Maestro Antonio Faraò, considerato uno dei pianisti jazz italiani più apprezzati a livello internazionale. Con lui anche Massimo Greco come direttore musicale, Matteo Cutello alla tromba, Giovanni Cutello al sassofono, Ameen Saleem al basso, Devid Florio a percussioni, chitarra e flauto, e David Haynes alla batteria — ruolo che in alcune date verrà coperto da Nicolas Viccaro o Francesca Remigi.
Le date primaverili nei teatri comprendono tappe a Bologna (5 maggio, Teatro EuropAuditorium), Milano (8 e 9 maggio, Teatro Arcimboldi), Torino (11 maggio), Firenze (13 maggio), Bari (16 maggio), Roma (17 e 18 maggio, Teatro della Conciliazione), Napoli (19 maggio) e Catania (21 maggio). I biglietti sono disponibili su TicketOne e nei consueti circuiti di prevendita. Radio Monte Carlo è la radio partner dell’intero tour, prodotto da Friends & Partners.
Estate sotto le stelle, poi di nuovo nei teatri
Dopo la fase primaverile, il tour prosegue con una serie di concerti estivi in location all’aperto di grande suggestione: dall’Area Archeologica di Morgantina ad Aidone all’Anfiteatro Romano di Lucera, passando per il Castello di San Giusto di Trieste e la Versiliana di Forte dei Marmi. Un itinerario che abbina musica e patrimonio, in linea con il profilo artistico sofisticato di Biondi.
In autunno, il tour rientra nei teatri con un ricco calendario che tocca Trento, Varese, Parma, Padova, Venezia, Verona, Pescara, Lecce, Reggio Calabria, Palermo, Genova, Cagliari e Sassari tra novembre e dicembre. Un’agenda che conferma quanto Biondi sia uno degli artisti italiani con la presenza live più capillare e costante nel panorama musicale nazionale.
“Prova d’autore” e il ritorno a Sanremo
Il tour si intreccia con un momento di svolta nella carriera dell’artista: l’uscita di “Prova d’autore”, il primo album interamente in italiano di Mario Biondi, pubblicato da Sony Music in collaborazione con The Orchard. Un disco in cui il cantante si mette in gioco non solo come interprete ma anche come autore, compositore e produttore, curando personalmente gli arrangiamenti. L’album è disponibile in digitale e in CD; le copie da collezione in vinile sono in uscita dal 1° maggio.
A inizio anno Biondi era già tornato al centro dell’attenzione grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo, dove ha affiancato Sayf e Alex Britti in una memorabile cover di “Hit the Road Jack” di Ray Charles — un omaggio al soul classico che ha confermato la sua presenza scenica e la solidità di una voce che non teme confronti.
Da Londra a Budapest: il tour internazionale
Parallelamente alle date italiane, Biondi porterà il suo show in alcune delle capitali musicali d’Europa. Tra le tappe internazionali — prodotte da International Music & Arts & Beyond — spiccano il Theatre Royal Drury Lane di Londra (7 giugno), il New Morning di Parigi (5 giugno), il Margaret Island Open-Air Theatre di Budapest (23 maggio) e concerti a Edimburgo, Glasgow, Tirana, Saarbrücken, St. Moritz e Spalato. Una mappa che rispecchia la dimensione realmente internazionale di un artista che in vent’anni ha calcato palchi come la Royal Albert Hall e i principali festival jazz e soul del mondo, collaborando con leggende come Gregory Porter, Earth Wind & Fire, Chaka Khan, Burt Bacharach e Al Jarreau, oltre a nomi del calibro di Pino Daniele, Ornella Vanoni e Renato Zero.
