Cremonini all’Ippodromo La Maura: 80mila spettatori, code, malori e polemiche sui social

Il concerto del 10 giugno ha trasformato il quartiere ovest di Milano in un campo di battaglia logistica. Fan bloccati su Instagram, residenti in rivolta, istituzioni sul piede di guerra. E il confronto con Calcutta divide ancora.

Il 10 giugno 2026 l’Ippodromo La Maura di Milano ha accolto 80mila spettatori per la data milanese del Cremonini Live26, il tour che aveva già fatto registrare il tutto esaurito al Circo Massimo di Roma con circa 64mila presenze a serata. Ma quello che doveva essere uno degli eventi dell’estate italiana si è trasformato, almeno in parte, in una serata da dimenticare. E la mattina dopo, sui social, è scoppiato un caso che va ben oltre la logistica.

Trenta mila persone fuori mentre il concerto era già iniziato

Secondo diverse testimonianze circolate su TikTok e Instagram, alle 21:00 – orario d’inizio dello show – erano ancora oltre 30mila persone in attesa di entrare. Nel momento in cui la folla ha capito che lo spettacolo era già cominciato, molti hanno iniziato a correre verso gli ingressi, travolgendo transenne e aggirando i controlli.

Una spettatrice di nome Giada, che ha raccontato la serata in un video diventato virale su TikTok, ha descritto una camminata di oltre venticinque minuti attraverso un’area boscosa per raggiungere il settore assegnato, con i controlli alle borse praticamente inesistenti. Giada è riuscita a entrare solo alla seconda canzone, mentre altri fan nei commenti sostenevano di essere entrati alla dodicesima.

All’interno la situazione non era migliore: i maxischermi non erano sempre funzionanti, l’acustica è stata giudicata scadente, e le postazioni sanitarie si sono rivelate insufficienti a gestire diversi malori registrati nel corso della serata. Le temperature di giugno hanno reso il quadro ancora più difficile.

Il nodo dei biglietti: 80mila contro una capienza di 78.500

La delibera del Comune di Milano fissa la capienza massima dell’Ippodromo La Maura a 78.500 persone, ma i promoter del concerto avrebbero arrotondato la cifra a 80mila. Una differenza non trascurabile quando si parla di gestione dei flussi in uno spazio non progettato per eventi di queste dimensioni.

Il piano di mobilità predisposto dal Comune prevedeva il potenziamento delle linee metro M1 e M5, parcheggi aperti fino alle 2:30 e zone di prefiltraggio per gli accessi. Nonostante queste misure, la viabilità è stata gravemente compromessa, con auto parcheggiate in modo irregolare su aree verdi e strade intasate.

Il Municipio 8 contro il Comune: “Piano anti-caos è un flop”

La presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi e l’assessore Simone Zambelli hanno denunciato pubblicamente il caos, pubblicando foto di auto parcheggiate sui giardini di via Uruguay e sulle aree verdi di via Kant, con percorsi pedonali del Gallaratese e di San Leonardo occupati da veicoli in sosta irregolare.

Pelucchi e Zambelli hanno chiesto esplicitamente perché si continui ad autorizzare grandi eventi alla Maura senza aver risolto i problemi strutturali legati all’accessibilità e alla gestione dei flussi, sottolineando che le stesse criticità si ripropongono puntualmente a ogni appuntamento da anni.

Per il capogruppo dei Verdi Tommaso Gorini, il problema è strutturale: la Maura si trova in mezzo a una zona residenziale non progettata per reggere eventi da 70mila persone e oltre. Ha rilanciato la proposta di acquistare l’area per trasformarla in un parco pubblico. Il consigliere del gruppo misto Enrico Fedrighini ha parlato di ennesimo disastro e proposto un tetto massimo di pubblico, mentre il forzista Alessandro De Chirico ha definito la serata un flop annunciato.

Il portavoce del Coordinamento Parco Ovest ha elencato una serie di criticità: code infinite, navette assenti, trasporti sotto stress, nessuno steward sul territorio e parcheggio selvaggio tollerato anche sotto il naso delle pattuglie ai varchi.

Il blocco su Instagram e la reazione sui social

La polemica più accesa si è spostata online. Giada, fan di Cremonini dal 1999, ha raccontato di aver lasciato un commento critico sotto il video entusiasta pubblicato dal cantante il giorno dopo il concerto, e di essersi ritrovata bloccata dal suo profilo Instagram dieci minuti dopo.

Il suo sfogo su TikTok è diventato il detonatore: molte altre persone hanno raccontato di essere state bloccate allo stesso modo dopo aver pubblicato commenti negativi. Giada ha concluso il video con parole dirette: “Andare a bloccare proprio noi, il tuo fandom, non è una mossa molto intelligente. Siamo noi che ti ascoltiamo dal 1998, e se sei arrivato dove sei è grazie a noi.”

Cremonini, nel frattempo, ha risposto pubblicamente a una fan nei commenti di Instagram. Il testo del suo messaggio è chiaro: ricorda che i concerti si facevano anche cinquant’anni fa senza schermi, senza passerelle da cento metri e con tecnologie audio primitive, e che il pubblico di allora non sentiva nulla ma capiva cosa stava accadendo. Poi la stoccata: “Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti.” Aggiunge di voler fermare questa macchina e che il concetto di “grande evento” porta fuori strada rispetto alla musica attuale.

Una risposta che, nella sua onestà, ha diviso ulteriormente. C’è chi la legge come una riflessione genuina sul gigantismo dei live moderni. C’è chi la interpreta come un modo per spostare la responsabilità dall’organizzazione al pubblico che si lamenta. In entrambi i casi, pubblicarla mentre centinaia di fan chiedevano spiegazioni per i disagi subiti non ha contribuito a spegnere le polemiche.

Il confronto con Calcutta: stesso posto, altro approccio

Il caso riaccende inevitabilmente la memoria di quanto accaduto nell’estate 2024, nell’altro ippodromo milanese, il Galoppo di San Siro. Al concerto di Calcutta del 17 luglio di quell’anno, molti spettatori erano rimasti in coda all’esterno mentre il live era già iniziato, con disagi analoghi per dinamica e per la tipologia di pubblico coinvolto.

La risposta dell’artista romano fu però diversa. Calcutta ripeté le prime due canzoni in scaletta per chi era entrato in ritardo, e il giorno dopo annunciò il rimborso del 50% del valore nominale dei biglietti per tutti coloro che avevano subito disagi, in accordo con Live Nation e DNA Concerti.

Il paragone circola sui social con insistenza, alimentato da chi ricorda che lo stesso scenario si è ripetuto, stessa città, stessa tipologia di venue, stessa fascia di pubblico, con esiti comunicativi opposti.

Il problema che non passa: la Maura è adatta?

La domanda circola da anni: l’Ippodromo La Maura è davvero il posto giusto per ospitare concerti da 80mila persone? Le lamentele non riguardano solo Cremonini. Ogni estate, con ogni grande nome, la stessa sequenza si ripete: code, parcheggi selvaggi, residenti infuriati, dichiarazioni istituzionali e qualche proposta rimasta nel cassetto.

Dopo Cremonini, la Maura ospiterà ancora quattro grandi concerti nell’estate 2026: Foo Fighters il 5 luglio, System of a Down il 6 luglio, e Bad Bunny il 17 e 18 luglio. Il Municipio 8 ha già fatto sapere che non si aspetta miglioramenti. Il Comune, per ora, non ha modificato il piano approvato.

La stagione è appena iniziata.

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