Serpenti, il nuovo film di Roberto De Paolis Maino, è arrivato nelle sale italiane giovedì 10 settembre, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Europictures. Il titolo era già stato presentato in anteprima alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il regista torna dopo le esperienze di Cuori Puri e Princess.
La trama: un’odissea kafkiana
Al centro della storia c’è Paolo Marra, un uomo che ha ucciso la moglie senza un movente apparente. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole scontare la pena e restituire dignità alla donna che ha ucciso, oltre che a sé stesso. Ma nel suo percorso incontra soltanto poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e cavilli burocratici che rendono impossibile il suo obiettivo. Paolo si scopre così vittima di un paradosso assurdo: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare.
L’intera vicenda si consuma nell’arco di una sola giornata, dentro un commissariato che diventa il modello in miniatura di una società incapace di riconoscere il peso reale della violenza. Ogni personaggio che Paolo incontra, per ragioni diverse, minimizza quello che ha fatto, trasformando la sua ricerca di punizione in un meccanismo sempre più grottesco.
Un cast d’autore per un tema difficile
Nel cast di Serpenti figurano Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino. La sceneggiatura porta la firma dello stesso De Paolis Maino, scritta insieme ai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, autori già noti per uno sguardo cinematografico che non cerca scorciatoie narrative.
Il film è una produzione Paco Cinematografica e Be Water Film, realizzata con la partecipazione di HBO Max. A produrlo sono Isabella Cocuzza e Arturo Paglia per Paco Cinematografica, insieme a Mattia Guerra per Be Water Film.
Violenza di genere senza retorica
Quello che distingue Serpenti da altri film sullo stesso tema è l’approccio scelto per raccontarlo. Il registro tragicomico e il paradosso kafkiano diventano lo strumento per affrontare la violenza di genere evitando toni didascalici o consolatori. Al centro non c’è la ricostruzione del delitto, ma la responsabilità individuale e lo sguardo miope di un sistema che non sa più distinguere chi vuole essere giudicato da chi cerca solo di sottrarsi alla giustizia.
Dopo Cuori Puri, passato alla Quinzaine di Cannes, e Princess, film d’apertura della sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia nel 2022, Roberto De Paolis Maino conferma con Serpenti un percorso autoriale coerente, fatto di storie che mettono lo spettatore davanti al disagio più che alla consolazione.
