“Iomelosento” è il nuovo singolo di Sarai, che promette di inaugurare una nuova era musicale per l’artista. Il brano, dal sound pop-funk con venature malinconiche ma irresistibilmente groovy, segna un atteso ritorno sulla scena dopo due anni di stop forzato a causa di problemi vocali.
“Iomelosento” è un invito profondo ad ascoltare i segnali del proprio corpo e della propria intuizione di fronte alle difficoltà, senza affannarsi a cercarne ossessivamente la causa, perché “io me lo sento, io me lo sento che non va…“. Il tema della recidività e dell’importanza dell’autoascolto viene raccontato attraverso il parallelismo con una storia d’amore tormentata e incoerente vissuta in passato dall’artista, un rapporto che ha generato sofferenza a causa dei segnali di incompatibilità ignorati.
Il tuo nuovo singolo, “Iomelosento,” segna il ritorno sulla scena dopo due anni di pausa forzata. Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato e come sei riuscita a ritrovare la fiducia nella tua voce?
Ho affrontato un periodo davvero difficile perché mi alzavo la mattina e non avevo voce. Sforzavo e continuavo a sforzare le mie corde vocali perché non accettavo il fatto di dovermi fermare per guarire. Vedevo gli altri che cantavano, suonavano e io ero al letto a piangere e avevo paura che non avrei mai più recuperato il mio strumento di comunicazione e di passione: la mia voce. Ci ho messo tanto a capire la fonte del problema e a capire che dovessi fermarmi e trattare bene il mio corpo per guarire. Così ho iniziato a fare logopedia, ho smesso di fumare, e ho iniziato a vedere una luce e finalmente ora, dopo quasi 2 anni, sono qui e so come trattare bene la mia voce. Alla fine dei conti dunque questo stop è stata una grande sfida che mi ha messo a dura prova e mi ha fatto fare i conti con me stessa e la mia routine. Posso dire che è stato uno dei periodi più brutti della mia vita ma allo stesso tempo è stata una grande lezione da cui ne sono uscita davvero felice e con tanta consapevolezza.
Il brano parla dell’ascolto di sé stessi in un momento di difficoltà, usando come metafora una storia d’amore tormentata. Credi che i problemi fisici e le crisi sentimentali abbiano qualcosa in comune nel modo in cui il corpo e la mente ci mandano segnali d’allarme?
Assolutamente sì. Mi trovavo in una relazione tossica, litigi a voce alta molto frequenti, eventi molto sgradevoli. Piano piano il mio corpo ha iniziato a darmi segnali: piccoli attacchi di panico mentre ero al lavoro, la mano della mia ex ragazza in questione che mi sembrava di plastica, come se fosse finta, ho iniziato a soffrire di derealizzazione, che è un brutto sintomo dell’ansia, e piano piano sempre di più fino ad arrivare a una condizione psicologica davvero pesante. Ovviamente tutto questo può influire anche al livello fisico, con problemi alimentari e tante altre sintomatologie davvero delicate ed importanti.
Questo brano, apparentemente molto semplice a livello testuale, per me è stata una rivelazione. Ho capito, come mi succede spesso scrivendo canzoni, che non mi ero ascoltata fino a quel momento.
Per questo mi sento di dire a chi leggerà quest’intervista: i periodi brutti ci sono e sono tremendi, sembra di stare in un tunnel senza uscita, però posso garantire, e mi permetto di dirlo perché ci sono passata, che il primo passo per star bene è ascoltarsi e avere il coraggio di ammettere a sé stessi che qualcosa non ci fa star bene, e soprattutto avere ancora più coraggio nel cambiare queste cose.
Il sound di “Iomelosento” è un mix di pop e funk, con influenze che spaziano da Pino Daniele a Harry Styles. Come sei riuscita a fondere queste sonorità apparentemente distanti per creare uno stile così personale e groovy?
Lo stile che mi appartiene ora, ossia Malinconico ma groovy, è uno stile che ho costruito con il tempo e con i vari ascolti che hanno attraversato le varie fasce della mia vita. Sono partita dal pop commerciale (ero super fan degli One Direction), poi il periodo pop-punk, in adolescenza è subentrato il reggaeton e la musica latina durante l’anno all’estero fatto in Repubblica Dominicana quando avevo 16 anni, e dal conservatorio jazz in poi, Pino Daniele, Harry Styles, Ezra Collective, Parcels, James Brown e tutta la sfera pop-funk e jazz che ha contaminato il mio stile ora. Mi piace tanto unire stili, mi fa sentire viva e mi piace la musica che fa battere i piedi e le mani e muovere il corpo, quindi è un mix avvenuto del tutto naturalmente!
Possiamo aspettarci un intero progetto, forse un album o un EP, che esplori ulteriormente queste sonorità funk e questo tuo nuovo approccio?
Assolutamente sì, ma in realtà non solo, mi piacerebbe mischiare il funk un po’ a tutto quello che ho davanti, perché secondo me è un buon approccio alla vita, o almeno a me ha sempre aiutato scrivere di tematiche importanti con un tono leggero. Questo forse è anche un po’ la contaminazione latina dell’anno all’estero di cui vi parlavo. Vedremo!
Hai studiato chitarra jazz al Conservatorio e ora frequenti la magistrale di composizione. Quanto ha influenzato la tua formazione accademica la scrittura di “Iomelosento” e la scelta di un sound così ricco di groove e strumentazione, come le trombe e il basso?
Sicuramente frequentare e studiare in ambienti musicali ha stimolato molto la mia mente e la voglia di spaziare nei generi e negli strumenti. Poi amo molto la musica dal vivo e le grandi band, penso che abbiano un impatto potentissimo live e facciano la differenza su un palco. Suonare con una band piena di strumenti e componenti è uno dei miei sogni più grandi, magari in un grande palco!
La musica è stata per te una “salvezza” fin dall’infanzia, un canale per esprimere le tue emozioni in un contesto familiare complesso. C’è un momento preciso nella tua vita in cui hai capito che la musica sarebbe diventata il tuo principale mezzo di comunicazione?
Non ricordo un momento preciso, so solo che ogni volta che scrivevo stavo bene, mi sentivo meglio, liberavo le mie emozioni da lì. Spesso mentre scrivevo da piccola piangevo, ma tanto eh! Poi però dopo mi sentivo capita, come se la musica fosse una persona con cui parlare, ed è un legame così profondo e prezioso che descriverlo è difficile se non impossibile
Hai già avuto successi importanti, dalla partecipazione a X Factor alla vittoria dell’Eur Music Contest. Cosa significa per te tornare sulla scena con un progetto indipendente come “Iomelosento” dopo un periodo così difficile?
Sono super contenta di tornare sul palco e penso che questo lungo stop mi abbia fatto venire una voglia di suonare che non ho mai avuto prima, quindi ripeto, toccare il fondo in certe situazioni può essere usato come rinascita e punto di partenza, quindi sono super carica di cose da dire e ho tanta tanta voglia di suonare e divertirmi. Funk you!
